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Direzione formale

Amministratore Delegato ad Interim.

Un amministratore delegato ad interim è un AD nominato dal Consiglio di Amministrazione per un periodo definito, con procura formale, iscrizione nel Registro delle Imprese e responsabilità civile e penale del ruolo. Adatto a fasi di transizione, cambi di proprietà o vacanze improvvise nella carica di AD.

L'AD si è dimesso. Il CdA deve nominare un successore, ma il candidato definitivo non è ancora pronto. Nel frattempo qualcuno deve firmare, rappresentare la società verso banche e autorità, gestire il primo livello. Serve un amministratore delegato ad interim: formalmente nominato, con procura, con responsabilità.

Cosa distingue un AD ad interim

A differenza di un CEO ad interim "operativo" senza incarico formale, l'AD ad interim ha una posizione giuridica precisa. Viene deliberato dal Consiglio di Amministrazione, iscritto nel Registro delle Imprese, dotato di procure specifiche. Firma il bilancio, rappresenta la società, ha responsabilità solidale con il resto del board.

Quando è la scelta giusta

  • Dimissioni dell'AD in carica con esigenza immediata di rappresentanza formale.
  • Acquisizione da parte di un fondo che vuole un AD "di fiducia" nel periodo di due diligence e integrazione.
  • Fase pre-quotazione o pre-vendita, dove serve un AD manager (non fondatore) per motivi di governance.
  • Passaggio generazionale in azienda familiare, con AD esterno che copre gli anni della transizione.

Il perimetro operativo

Gestione ordinaria e straordinaria nei limiti della procura, direzione del management team, reportistica al CdA su cadenza mensile, coordinamento con revisori, banche, autorità. In molti casi include anche la definizione del profilo dell'AD stabile che seguirà, e la partecipazione al processo di ricerca dirigenziale.

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Domande ricorrenti

Che cos'è un amministratore delegato ad interim?
È un AD nominato dal CdA per un periodo definito, con procura piena e responsabilità civile e penale del ruolo. La differenza principale con un CEO ad interim generico è che l'AD ha una posizione giuridica formale: firma bilanci, rappresenta legalmente la società, risponde ai soci.
Serve una nomina formale in CdA?
Sì. Un AD ad interim ha bisogno di delibera del CdA e di iscrizione nel Registro delle Imprese. Senza questa procedura non ha i poteri di firma di un AD, e quindi non può svolgere il ruolo.
Che responsabilità si assume?
Le stesse di un AD stabile: gestione ordinaria e straordinaria nei limiti della delega, redazione del bilancio, obblighi verso soci, banche, dipendenti, autorità. Serve una polizza D&O adeguata, che l'azienda in genere già ha o attiva su misura.
Quanto dura tipicamente l'incarico?
Da tre a quindici mesi. Durate più brevi rischiano di essere solo cosmetiche; durate più lunghe di diciotto mesi diventano de facto una nomina stabile e vanno formalizzate come tali.
Il compenso è a giornata o retainer?
Per il ruolo di AD ad interim preferisco un retainer mensile fisso più un eventuale bonus legato a KPI di board. Fatturazione a giornata è più adatta a incarichi di consulenza; l'AD ha bisogno di certezza economica per potersi permettere decisioni non populiste.
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