Turnaround Interno vs Esterno.
Il management di oggi ha costruito la situazione di oggi. Può gestire il turnaround se la crisi è recente, se ha già in mano i numeri e se è disposto a decisioni impopolari. Se la crisi è vecchia di 12-18 mesi e nessuno interno ha ancora agito, un turnaround manager esterno è la scelta razionale. Non per incompetenza del management: per relazioni che pesano.
Le due strade
| Aspetto | Turnaround Interno | Turnaround Manager Esterno |
|---|---|---|
| Velocità decisionale | Rallentata da relazioni e storia | Alta, entra senza vincoli |
| Decisioni impopolari (licenziamenti, chiusure) | Rimandate o attenuate | Prese nei primi 30-60 giorni |
| Costo diretto | Nessun costo aggiuntivo apparente | 15-30.000 euro/mese per 12-18 mesi |
| Costo indiretto | Trimestri persi, valore aziendale eroso | Compensato dalla velocità |
| Conservazione delle relazioni | Alta ma spesso a scapito del piano | Ristrutturate, meno personali |
| Coordinamento con advisor finanziari | Variabile | Alto: fa parte del ruolo |
| Uscita post-turnaround | Il management resta | Uscita programmata, passaggio consegne al nuovo assetto |
La regola pratica
Se in azienda esiste già un piano scritto per invertire la rotta e non è stato eseguito da più di 6 mesi, il problema non è che manca il piano. Il problema è che nessuno ha l'autorità e la distanza per eseguirlo. È il segnale che serve un turnaround manager esterno.
Cosa non è un turnaround
Un rallentamento dei ricavi non è un turnaround. Un margine in calo di due punti non è un turnaround. Il turnaround serve quando la solvibilità è a rischio, quando la cassa non copre 90 giorni, quando le banche stanno cambiando condizioni. Prima di quel momento, un ristrutturazione operativa o un fractional CEO possono bastare.
Domande ricorrenti
- Quando un turnaround interno può funzionare?
- Quando la crisi è recente, il management ha visto arrivare i segnali e ha già i numeri per intervenire. Se il problema è vecchio di 12-18 mesi e nessuno interno ha ancora agito, il turnaround interno non arriverà a tempo.
- Perché il management esistente spesso non riesce?
- Non per incompetenza. Perché è troppo dentro le relazioni: non licenzia il commerciale storico, non chiude la sede di famiglia, non toglie prodotti che vent'anni fa erano l'orgoglio dell'azienda. Il turnaround manager esterno può farlo perché è nuovo e uscirà.
- Quanto costa un turnaround manager esterno?
- Tra 15.000 e 30.000 euro al mese per un mandato di 12-18 mesi. Suona alto ma va confrontato con il costo di trimestri persi, del rischio concordato preventivo, dell'erosione del valore aziendale.
- Il turnaround manager licenzia il management esistente?
- Solo se necessario. Preferisco lavorare con il management in essere quando è aperto al cambiamento. Ma su risorse chiave che non si allineano, la sostituzione è quasi sempre inevitabile: senza, il piano non parte.
- Serve avvocati e advisor finanziari specializzati?
- Se la crisi è finanziaria seria (concordato, ristrutturazione debito), sì. Un turnaround manager coordina questi advisor ma non li sostituisce. La combinazione di ruoli è quella che funziona.
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