Indicatori di crisi aziendale
Gli indicatori di crisi piu rilevanti sono cinque: DSCR prospettico a sei mesi sotto 1, patrimonio netto negativo o eroso oltre un terzo, ritardi oltre i novanta giorni su debiti fiscali e contributivi, giorni di cassa disponibile sotto i sessanta, e utilizzo delle linee bancarie stabilmente sopra il 90%. Bastano due di questi contemporaneamente per parlare di crisi conclamata.
DSCR prospettico: l'indicatore principale
Il debt service coverage ratio prospettico misura se i flussi di cassa attesi nei prossimi sei mesi coprono il servizio del debito nello stesso periodo. Sotto 1 significa che l'azienda, senza interventi, non riesce a pagare. E l'indicatore su cui il codice della crisi fonda il concetto di crisi prospettica.
Gli indicatori che arrivano prima dei numeri
Prima che i bilanci peggiorino, cambiano altre cose: le riunioni di direzione si spostano dai clienti alla cassa, i fornitori chiedono pagamento anticipato, il direttore finanziario passa piu tempo in banca che in azienda, le persone migliori se ne vanno. Questi segnali anticipano gli indici di sei-dodici mesi.
- Fornitori strategici che riducono i fidi commerciali
- Dimissioni volontarie nel management team
- Slittamento sistematico della chiusura contabile mensile
- Decisioni di investimento rinviate senza data
- Concentrazione crescente del fatturato su pochi clienti
Le soglie di allerta
Patrimonio netto sceso sotto i due terzi rispetto a due esercizi prima. Posizione finanziaria netta su EBITDA sopra 4. Giorni medi di incasso in crescita per tre trimestri consecutivi. Scaduto fiscale sopra le soglie di segnalazione dei creditori pubblici qualificati. Perdita operativa per due esercizi consecutivi.
Cosa fare quando gli indicatori si accendono
Non aspettare il bilancio. Costruire subito un piano di cassa a tredici settimane, quantificare il fabbisogno a dodici mesi, e decidere entro trenta giorni se la situazione e gestibile internamente o richiede un intervento strutturato. Il costo del ritardo cresce in modo non lineare.
Il monitoraggio come obbligo, non come opzione
Con gli adeguati assetti previsti dall'articolo 2086, il monitoraggio periodico di questi indicatori e diventato un obbligo dell'organo amministrativo. Non monitorarli e di per se un profilo di responsabilita, indipendentemente dall'esito.
Dalla mia esperienzaL'indicatore piu affidabile che uso non e in bilancio: e quanto tempo passa tra la chiusura del mese e il momento in cui il CEO vede i numeri. Oltre i venti giorni, l'azienda sta guidando guardando lo specchietto retrovisore.
Domande ricorrenti
- Quanti indicatori devono accendersi per parlare di crisi?
- Due contemporaneamente, in modo persistente per due trimestri, sono gia una crisi conclamata. Uno solo puo essere un evento isolato.
- Il patrimonio netto negativo significa fallimento?
- No, ma fa scattare obblighi societari precisi di ricapitalizzazione o trasformazione, e va affrontato entro tempi definiti dal codice civile.
- Esistono indici settoriali di riferimento?
- Si, il CNDCEC ha elaborato indici settoriali di crisi. Sono un riferimento utile ma non sostituiscono l'analisi dei flussi prospettici specifici dell'azienda.
- Chi deve monitorarli?
- L'organo amministrativo, con l'organo di controllo dove presente. La delega al consulente esterno non trasferisce la responsabilita.
- Ogni quanto vanno rilevati?
- Mensilmente per cassa e scaduto, trimestralmente per gli indici patrimoniali. Annuale non e adeguato per nessuna dimensione d'impresa.
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