Temporary management.
Il temporary management è l'inserimento di un manager esterno in azienda per un periodo definito (di solito 6-18 mesi) con obiettivi chiari e potere decisionale operativo. Diverso dalla consulenza: firma, decide, risponde dei risultati.
Definizione operativa
Un temporary manager entra con un mandato scritto: perimetro, obiettivi, deliverable, durata, exit criteria. Ha procura o delega. Riporta al board o alla proprietà. A differenza del consulente, esegue: firma contratti, licenzia, assume, cambia processi.
Quando serve
Vuoto improvviso al vertice, progetto critico che non può essere delegato all'interno, competenza mancante e non ricostruibile in tempo utile, fase di transizione (post-acquisizione, passaggio generazionale, turnaround).
- AD dimesso senza successore.
- Integrazione post-fusione o post-carve-out.
- Rilancio o turnaround con banche coinvolte.
- Scale-up post-investimento private equity.
Durata e costo
La durata tipica va da 6 a 18 mesi. Il costo si calcola a giornata o a mese: un CEO ad interim in Italia si posiziona tra 1.200 e 2.500 euro al giorno a seconda del profilo e della complessità. Vedi anche costo CEO ad interim e costo temporary manager.
Domande ricorrenti
- Temporary management è sinonimo di interim management?
- Sì. In Italia si usa più spesso 'temporary management', in UK e Nordics 'interim management'. Stesso mestiere, stesso mandato.
- Quanto dura un mandato tipico?
- Tra 6 e 18 mesi. Sotto i 3 mesi è consulenza. Sopra i 24 mesi conviene assumere.
- Il temporary manager può firmare per l'azienda?
- Sì, con procura notarile o delega del CdA. Senza procura non è un vero temporary manager, è un consulente.
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