Compenso amministratore Srl
Il compenso dell'amministratore di una Srl e deliberato dall'assemblea dei soci, salvo che sia gia determinato nell'atto costitutivo. Per gli amministratori investiti di particolari cariche, come l'amministratore delegato, il compenso e stabilito dal consiglio di amministrazione, sentito il parere dell'organo di controllo dove presente. Senza delibera, il compenso non e legittimamente erogabile ne pienamente deducibile.
Chi decide cosa
Assemblea dei soci per il compenso degli amministratori in quanto tali. Consiglio di amministrazione per i compensi aggiuntivi legati a deleghe specifiche, come quelle dell'AD o del presidente esecutivo. La distinzione conta: un compenso da AD deliberato in assemblea senza passaggio consiliare puo essere contestato.
La delibera fatta bene
Deve indicare importo, periodicita, eventuale componente variabile con parametri oggettivi, benefit e rimborsi. Una delibera generica del tipo compenso da definirsi apre a contestazioni fiscali sulla deducibilita e a contestazioni societarie da parte dei soci di minoranza.
- Importo fisso annuo e modalita di erogazione
- Eventuale variabile legato a parametri misurabili
- Benefit: auto, polizze, alloggio, sanitaria
- Rimborsi spese: analitici o forfettari
- Durata e riferimento all'esercizio di competenza
Fisso, variabile e la trappola del compenso simbolico
Nelle PMI familiari e frequente il compenso simbolico dell'amministratore socio, compensato con dividendi. Funziona finche non entra un socio esterno, un fondo o un manager non familiare: a quel punto la mancanza di una politica di remunerazione coerente diventa un ostacolo negoziale reale.
Compensi per amministratori indipendenti
Un consigliere indipendente in una PMI italiana si colloca tipicamente tra 15.000 e 40.000 euro annui per il ruolo, con integrazioni per la presidenza di comitati. Un presidente non esecutivo tra 30.000 e 60.000. Sono cifre che vanno deliberate come compenso di carica, distinte da eventuali incarichi professionali.
Profili fiscali e contributivi
Il compenso amministratore e reddito assimilato a lavoro dipendente, salvo il caso in cui rientri nell'attivita professionale abituale. Comporta contribuzione alla gestione separata INPS, ripartita tra societa e amministratore. La deducibilita in capo alla societa segue il principio di cassa.
Dalla mia esperienzaNelle PMI in cui entro come amministratore, la prima cosa che chiedo di sistemare non e il compenso: e la delibera. Un CdA che non sa dire chi ha deliberato cosa, e quando, ha quasi sempre problemi molto piu grandi a valle.
Domande ricorrenti
- Il compenso puo essere zero?
- Si, la carica puo essere gratuita, ma va deliberato espressamente. La gratuita non si presume in modo automatico in tutte le situazioni ed e meglio verbalizzarla.
- L'amministratore socio deve aprire partita IVA?
- Non necessariamente. Solo se l'attivita di amministratore rientra nell'oggetto della sua professione abituale. Diversamente si tratta di reddito assimilato.
- Il compenso e sempre deducibile per la societa?
- E deducibile per cassa se regolarmente deliberato e non manifestamente sproporzionato. Compensi non deliberati o abnormi sono i due profili piu contestati in verifica.
- Si puo deliberare un compenso retroattivo?
- E possibile ma delicato: la ratifica successiva e ammessa in alcune ricostruzioni, ma espone a contestazioni sulla competenza e sulla deducibilita. Meglio deliberare in anticipo.
- Come si struttura un variabile per un AD?
- Con parametri oggettivi e misurabili: EBITDA, cassa generata, obiettivi di progetto. Va deliberato dal consiglio con soglia di ingresso, obiettivo e tetto massimo.
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