Primi 90 giorni: cosa fare davvero.
Nei primi 90 giorni un CEO serio non fa tour aziendali e non presenta slide di visione. Legge i numeri, incontra chi conta, decide cosa smettere di fare. Dopo il novantesimo giorno servono i primi risultati misurabili, non promesse. Chi cerca sicurezza nei primi 90 giorni la trova nel rimandare: è il peggio che possa fare.
Giorno 1-30: capire, non promettere
Il primo mese non serve a spiegare al management chi sei tu. Serve a capire come vive davvero l'azienda. Colloqui con management e prima linea. Lettura di P&L, cassa, retention, pipeline. Sopralluogo in almeno un sito operativo. Alla fine del trentesimo giorno il CEO ha una mappa chiara: dove si perdono soldi, dove si generano, chi porta valore, chi è un problema.
Giorno 31-60: decidere, non consultare
Il secondo mese è di decisioni. Non riunioni per decidere: decisioni. Cosa chiudere, cosa lanciare, chi tenere, chi cambiare. Comunicate al board e al management, calendarizzate, scritte. Un CEO che rimanda queste decisioni al terzo trimestre perché vuole capire meglio non sta capendo meglio: sta perdendo tempo.
Giorno 61-90: prima esecuzione
Il terzo mese è la prima esecuzione. Le decisioni entrano in atto. Cadenza settimanale con management, reporting mensile al board. Alla fine del novantesimo giorno i primi risultati sono misurabili: cassa, retention, ricavi da nuove attività, produttività per persona. Nessun risultato a 90 giorni significa nessun risultato a 12 mesi.
Errori tipici che vedo
Il CEO nuovo che vuole essere amato dal team. Il CEO nuovo che presenta la visione strategica al giorno 15 senza aver ancora letto un P&L. Il CEO nuovo che sostituisce tutto il management team senza aver ancora capito quale parte del management era il problema. Tutti errori che sposta il turnaround di 12 mesi.
Cosa cambia in un CEO ad interim
Nel CEO ad interim i 90 giorni si stringono. La proprietà o il board hanno chiamato perché non hanno tempo. Il metodo è lo stesso ma la cadenza si accelera: alcune decisioni che un CEO permanente prende al giorno 45, l'ad interim le prende al giorno 20. Il vantaggio è di essere nuovo: nessun vincolo affettivo, nessuna decisione rimandata per rispetto delle relazioni storiche.
Domande ricorrenti
- Un CEO ad interim può davvero fare tutto questo in 90 giorni?
- Sì. È esattamente per questo che esiste il ruolo. Un CEO permanente ha tempo per costruire relazioni; un CEO ad interim ha tempo per decidere.
- Cosa succede se al giorno 90 la diagnosi è pessima?
- Lo dici alla proprietà. Meglio una diagnosi onesta al giorno 90 che 12 mesi di finzione. Alcune aziende non si salvano: il CEO onesto lo dice.
- Il board come misura il CEO nei primi 90 giorni?
- KPI definiti in ingresso. Tipicamente: cassa netta, EBITDA, retention, produttività per persona. Nessun KPI di percezione o clima aziendale nel primo trimestre.
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