Accordo di ristrutturazione dei debiti
L'accordo di ristrutturazione dei debiti e un contratto tra l'impresa e i creditori che rappresentano almeno il 60% dei crediti, omologato dal tribunale. I creditori estranei vanno pagati integralmente entro termini di legge. Rispetto al concordato e piu rapido e meno invasivo, ma richiede di avere gia dalla propria parte la maggioranza qualificata del debito.
Le tre varianti
L'ordinario richiede il 60% dei crediti. L'agevolato scende al 30% ma vieta moratorie e misure protettive. Quello a efficacia estesa consente di imporre l'accordo anche a creditori non aderenti della stessa categoria, tipicamente banche, quando aderisce il 75% della categoria. La scelta dipende da come e composto il debito.
Quando conviene rispetto al concordato
Conviene quando il debito e concentrato su pochi soggetti, tipicamente banche e fisco, e i fornitori commerciali vanno tenuti fuori e pagati regolarmente. Evita il voto di tutto il ceto creditorio, riduce i tempi e limita l'impatto reputazionale sulla filiera.
- Debito concentrato su banche o erario
- Fornitori strategici da non coinvolgere
- Necessita di chiudere in mesi, non in anni
- Business operativamente sano ma sovraindebitato
Cosa serve prima di sedersi al tavolo
Un piano industriale con orizzonte almeno triennale, un piano finanziario mensile per il primo anno, la quantificazione precisa della posizione debitoria, e l'attestazione di un professionista indipendente sulla veridicita dei dati e sulla attuabilita. Senza questi documenti la trattativa non parte davvero.
La transazione fiscale
Debiti tributari e contributivi possono essere oggetto di transazione fiscale dentro l'accordo, con possibilita di falcidia e dilazione. E spesso la parte che determina la fattibilita complessiva, e anche quella con i tempi meno prevedibili: va istruita per prima, non per ultima.
Chi porta avanti il tavolo
Servono tre figure distinte: l'advisor finanziario che costruisce il piano, il legale che struttura l'accordo, e qualcuno che tenga l'azienda in carreggiata mentre tutto questo accade. Nelle PMI la terza figura manca quasi sempre, e il piano si degrada perche nessuno lo esegue.
Dalla mia esperienzaLe banche non decidono su base emotiva ma su base di comitato. Chi porta al comitato un dossier completo, con numeri consolidati e un manager identificabile che risponde dell'esecuzione, ottiene risposte in settimane invece che in trimestri.
Domande ricorrenti
- Qual e la soglia minima di adesione?
- 60% dei crediti per l'accordo ordinario, 30% per quello agevolato con vincoli aggiuntivi, 75% della categoria per l'efficacia estesa nei confronti dei non aderenti.
- I creditori estranei come vengono trattati?
- Devono essere pagati integralmente, entro 120 giorni dall'omologazione per i crediti gia scaduti e dalla scadenza per quelli non ancora scaduti.
- Serve l'attestazione?
- Si, di un professionista indipendente sulla veridicita dei dati aziendali e sull'attuabilita dell'accordo, con particolare riferimento al pagamento integrale dei creditori estranei.
- Si possono chiedere misure protettive?
- Si nell'accordo ordinario e a efficacia estesa. Nell'accordo agevolato no: e il prezzo della soglia ridotta al 30%.
- Quanto dura il percorso?
- Dalla preparazione del dossier all'omologazione, tipicamente sei-dodici mesi. Molto dipende dalla transazione fiscale, che e la variabile piu lenta.
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