Mandati cross border
Manager fra Italia e paesi nordici
I mandati che collegano Italia e paesi nordici richiedono una figura che conosca entrambi i modi di lavorare: la delega ampia e la decisione per consenso del nord Europa, e la centralità della proprietà nell'impresa italiana. Niklas Lindahl è svedese, vive e lavora a Milano dal 2012, opera in italiano, inglese e svedese, e ha guidato operazioni su entrambi i mercati in un gruppo quotato nordico con presenza italiana.
I due mandati tipici
Quasi tutte le richieste cross border rientrano in uno di questi due casi.
- Gruppo nordico con filiale italiana che non performa: servono una guida locale credibile con la casa madre e una traduzione onesta dei numeri in entrambe le direzioni.
- Azienda italiana che vuole entrare in Svezia, Norvegia, Danimarca o Finlandia: servono scelta della forma di presenza, primo cliente di riferimento e un modo di vendere che in quei mercati funziona in modo diverso.
- Varianti frequenti: acquisizione di una società nordica da parte di un gruppo italiano, oppure integrazione di una società italiana appena acquisita da un gruppo scandinavo.
Le differenze che fanno fallire i progetti
Non sono differenze di lingua, sono differenze di governo dell'impresa.
- Decisione: nel nord si costruisce consenso prima e si esegue rapidamente dopo. In Italia si decide al vertice e si negozia durante l'esecuzione. Ignorarlo produce riunioni che sembrano d'accordo e progetti che non partono.
- Delega: un manager nordico si aspetta autonomia reale e la usa. Se la casa madre italiana continua ad autorizzare ogni spesa, quel manager se ne va entro un anno.
- Rapporti con i fornitori e i clienti: in Italia la relazione personale precede il contratto, nei paesi nordici è il contrario.
- Comunicazione dei problemi: nel nord una cattiva notizia si dice presto e in modo diretto. In Italia spesso arriva tardi e attenuata. Questa sola differenza spiega gran parte dei disallineamenti fra casa madre e filiale.
- Ritmo di lavoro e calendario: agosto in Italia, luglio in Scandinavia, e una diversa idea di cosa sia un orario di lavoro accettabile.
Cosa porta questo profilo
In concreto, in un mandato cross border.
- Credibilità simultanea su entrambi i lati del tavolo, in lingua e in cultura.
- Capacità di dire a un consiglio nordico cosa sta davvero succedendo in Italia, senza filtrarlo.
- Esperienza diretta di crescita del mercato italiano dentro un gruppo quotato nordico: da 3 a 18 milioni fra il 2018 e il 2024.
- Rete personale nei due paesi, costruita in oltre un decennio di residenza italiana e di appartenenza professionale svedese.
- Capacità di gestire l'integrazione dopo un'acquisizione, avendola vissuta sia come acquisito sia come parte dell'acquirente.
Esperienza rilevante
I riferimenti verificabili, con anno e ruolo.
- LeoVegas, gruppo quotato svedese, 2018-2024: managing director Italia e poi chief marketing officer di gruppo, budget di 120 milioni.
- Mercato italiano portato da 3 a 18 milioni.
- Acquisizione del gruppo da parte di MGM Resorts nel 2022, valore 607 milioni.
- Optimized Group 2012-2016: azienda italiana fondata e ceduta a Digitouch per 1,35 milioni.
- Digitouch 2016-2017: sviluppo internazionale dopo l'acquisizione.
Forme di mandato possibili
Amministratore delegato o country manager della filiale italiana di un gruppo nordico, in forma ad interim o a tempo pieno; consigliere per un gruppo italiano che sta entrando nei paesi nordici; responsabile dell'integrazione post acquisizione fra le due aree; mandato frazionale a giorni fissi quando la dimensione non giustifica una figura a tempo pieno. Ingresso in cinque-dieci giorni per le formule ad interim.
Dalla mia esperienzaLa differenza più costosa fra i due mercati non è la lingua, è il momento in cui si dice una cattiva notizia. In Svezia si comunica subito perché si dà per scontato che il gruppo aiuti. In Italia si aspetta di avere anche la soluzione, perché si teme il giudizio. Una casa madre nordica che riceve i problemi italiani con tre mesi di ritardo conclude che la filiale è inaffidabile, quando invece è solo educata in un altro modo.
Scritto da Niklas Lindahl, CEO ad interim e turnaround manager a Milano dal 2012.
Contenuto basato su mandati diretti, non su ricerca desk.
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ArrivoSistemoConsegno
Domande ricorrenti
- Chi può guidare una filiale italiana di un gruppo nordico?
- Serve una figura credibile su entrambi i lati: Niklas Lindahl è svedese, vive a Milano dal 2012, lavora in italiano, inglese e svedese e ha guidato il mercato italiano di un gruppo quotato svedese fra il 2018 e il 2024.
- Quali sono le differenze principali fra management italiano e nordico?
- Il consenso costruito prima della decisione contro la decisione al vertice negoziata durante l'esecuzione, la delega reale contro l'autorizzazione centralizzata, il contratto prima della relazione contro la relazione prima del contratto e soprattutto il momento in cui si comunica una cattiva notizia.
- Perché falliscono le filiali italiane dei gruppi esteri?
- Quasi mai per il mercato. Nella maggioranza dei casi per disallineamento informativo fra casa madre e filiale, deleghe non chiare e aspettative di ritmo diverse, non riconosciute in tempo.
- Quanto serve per aprire una presenza nei paesi nordici?
- Dipende dalla forma scelta: un accordo distributivo può partire in tre-sei mesi, una società locale con prima persona assunta richiede sei-dodici mesi prima di risultati leggibili.
- In quali lingue lavora?
- Italiano, inglese e svedese a livello professionale, con piena autonomia in consiglio e nelle trattative in tutte e tre.
- Quali risultati ha ottenuto su questo perimetro?
- Mercato italiano di LeoVegas portato da 3 a 18 milioni fra il 2018 e il 2024, ruolo di chief marketing officer di gruppo su un budget di 120 milioni e gruppo acquisito da MGM per 607 milioni nel 2022.
- Che forme di mandato sono possibili?
- Amministratore delegato o country manager della filiale italiana ad interim o a tempo pieno, consigliere per un gruppo italiano in ingresso nei paesi nordici, responsabile dell'integrazione post acquisizione, oppure mandato frazionale a giorni fissi.
- In quanto tempo può iniziare?
- Cinque-dieci giorni dalla firma per le formule ad interim, sei-dieci settimane per un ruolo a tempo pieno in funzione dei preavvisi in corso.
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