LO SVEDESE
Disciplina svedese · Esecuzione italiana · Milano
Guida operativa

Il contratto dell'amministratore delegato

L'amministratore delegato non ha un contratto unico: ha un rapporto di amministrazione che nasce dalla nomina del consiglio e dalla delega di poteri, ed eventualmente un rapporto di lavoro dirigenziale separato. I due piani vanno tenuti distinti, perché il compenso, la revoca e la tutela in caso di uscita seguono regole diverse. Il documento che conta più di tutti è la delibera di delega, non la lettera di assunzione.

I due piani del rapporto

Confonderli è l'errore più comune e quello più costoso in caso di rottura.

  • Rapporto di amministrazione: nasce dalla nomina dell'assemblea al consiglio e dalla successiva delibera del consiglio che attribuisce le deleghe. Il compenso è deliberato ai sensi dell'articolo 2389 del codice civile.
  • Rapporto di lavoro dirigenziale: possibile in aggiunta, quando esiste una mansione operativa distinta dalla funzione gestoria e un rapporto di subordinazione verificabile. In molte società chiuse viene contestato proprio su questo punto.
  • Rapporto di collaborazione o incarico professionale: usato per gli amministratori non dipendenti, con fatturazione della società o della persona.
  • Regola pratica: quanto più l'amministratore delegato ha poteri pieni e autonomia, tanto più difficile è sostenere che esista anche un rapporto di lavoro subordinato.

La delibera di delega: cosa deve dire

È il documento che definisce cosa la persona può fare senza chiedere il permesso. Se è vaga, il ruolo è vago.

  • Elenco delle materie delegate e di quelle riservate al consiglio.
  • Limiti di importo per singolo atto e per categoria: acquisti, investimenti, assunzioni, indebitamento.
  • Poteri di firma bancaria e loro limiti, singola o congiunta.
  • Poteri in materia di personale, comprese assunzioni e licenziamenti di dirigenti.
  • Rappresentanza legale verso terzi e davanti alle autorità.
  • Obblighi di informativa al consiglio, con cadenza almeno trimestrale come previsto dall'articolo 2381.
  • Materie sempre non delegabili: bilancio, aumenti di capitale delegati, progetti di fusione e scissione.

Il compenso: come si costruisce

Quattro componenti, ciascuna con una logica e un rischio fiscale diverso.

  • Compenso fisso di amministrazione, deliberato dall'assemblea o dal consiglio su parere del collegio se previsto.
  • Componente variabile annuale legata a indicatori scritti: margine operativo, cassa generata, indicatori di progetto. Vanno definiti prima dell'esercizio, non a consuntivo.
  • Incentivo di lungo periodo o partecipazione al capitale, tipico nelle società partecipate da fondi, legato a un evento di uscita o a obiettivi triennali.
  • Benefici: auto, assicurazione infortuni e vita, polizza di responsabilità civile degli amministratori, che è la voce che un amministratore serio chiede sempre.
  • Indennità di fine mandato, da deliberare e accantonare correttamente per essere deducibile.

Revoca e uscita

Il punto in cui le società scoprono come è scritto davvero il loro contratto.

  • L'assemblea può revocare l'amministratore in qualsiasi momento. Se manca la giusta causa, l'amministratore ha diritto al risarcimento del danno, che di norma corrisponde ai compensi residui fino a fine mandato.
  • La revoca delle sole deleghe è competenza del consiglio e non richiede giusta causa, ma svuota il ruolo e apre spesso al risarcimento se non concordata.
  • Dimissioni: efficaci immediatamente se resta in carica la maggioranza del consiglio, altrimenti alla ricostituzione dell'organo.
  • Se esiste anche un rapporto dirigenziale, la cessazione dell'incarico gestorio non estingue automaticamente quello di lavoro.
  • Clausole utili da scrivere prima: preavviso reciproco, trattamento del variabile maturato pro rata, sorte degli incentivi di lungo periodo, obbligo di non denigrazione reciproca.

Patti accessori

Tre clausole che valgono la pena e una che quasi sempre è nulla.

  • Patto di non concorrenza: valido solo se ha un corrispettivo specifico, limiti di durata, di oggetto e di territorio. Senza corrispettivo è nullo.
  • Patto di riservatezza, con durata che sopravvive alla cessazione.
  • Manleva e polizza di responsabilità civile amministratori, con massimale coerente alla dimensione della società.
  • La clausola che vieta genericamente di lavorare nel settore per anni senza compenso non regge davanti a un giudice.

Il caso dell'amministratore delegato ad interim

Quando il mandato è temporaneo, la struttura cambia: nomina e deleghe restano identiche, perché i poteri devono essere reali, mentre il rapporto economico si regola con un contratto di prestazione fra la società e il manager o la sua società, con compenso a giornata o a mese e durata definita. Vanno scritti tre elementi in più: gli obiettivi misurabili del mandato, le condizioni di uscita anticipata da entrambe le parti e il passaggio di consegne al successore. In assenza di questi tre punti il mandato ad interim si trasforma nella prassi in un rapporto a tempo indeterminato senza le tutele di nessuno dei due.

Dalla mia esperienzaIl contratto migliore che ho firmato aveva tre pagine sulle deleghe e mezza pagina sul compenso. Il peggiore aveva il contrario. Quando la proprietà vuole discutere solo di soldi e sorvola sulle deleghe, quasi sempre significa che non ha davvero deciso di cedere il controllo operativo, e il mandato finirà male indipendentemente dalla cifra.
Scritto da Niklas Lindahl, Interim CEO e Advisor. Ultimo aggiornamento: .
Scritto da Niklas Lindahl, CEO ad interim e turnaround manager a Milano dal 2012.
Contenuto basato su mandati diretti, non su ricerca desk.
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Domande ricorrenti

Che tipo di contratto ha un amministratore delegato?
Ha un rapporto di amministrazione che nasce dalla nomina e dalla delibera di delega, a cui può aggiungersi un rapporto di lavoro dirigenziale separato quando esiste una mansione operativa distinta dalla funzione gestoria.
L'amministratore delegato è un dipendente?
Non necessariamente. Può esserlo se esiste un rapporto di lavoro subordinato distinto dall'incarico gestorio, ma quanto più i poteri delegati sono pieni e autonomi, tanto più difficile è sostenere la subordinazione.
Chi decide il compenso dell'amministratore delegato?
L'assemblea o, per la parte relativa alle cariche con deleghe, il consiglio di amministrazione, ai sensi dell'articolo 2389 del codice civile e sentito il collegio sindacale quando previsto.
Cosa deve contenere la delibera di delega?
Materie delegate e riservate, limiti di importo per atto e per categoria, poteri di firma bancaria, poteri sul personale, rappresentanza legale e obblighi di informativa periodica al consiglio.
L'amministratore delegato può essere revocato?
Sì, l'assemblea può revocarlo in qualsiasi momento. In assenza di giusta causa l'amministratore ha diritto al risarcimento del danno, che di norma corrisponde ai compensi residui fino alla scadenza del mandato.
Cosa si intende per giusta causa di revoca?
Un fatto che compromette il rapporto fiduciario in modo oggettivo: violazione di doveri gestori, gravi irregolarità, condotte che espongono la società a responsabilità. Il semplice disaccordo strategico non basta.
Il patto di non concorrenza è valido per un amministratore delegato?
Solo se prevede un corrispettivo specifico e limiti definiti di durata, oggetto e territorio. Senza corrispettivo è nullo.
Serve una polizza di responsabilità per gli amministratori?
È fortemente consigliata e nella prassi delle società strutturate è la norma. Copre le richieste di risarcimento verso l'amministratore per atti di gestione, con massimale proporzionato alla dimensione della società.
Come si regola il contratto di un AD ad interim?
Nomina e deleghe identiche a quelle di un amministratore ordinario, perché i poteri devono essere reali, e rapporto economico regolato da un contratto di prestazione con compenso a giornata o a mese, durata definita, obiettivi misurabili, condizioni di uscita anticipata e passaggio di consegne.
Cosa succede al variabile se il mandato si interrompe a metà anno?
Dipende da cosa è scritto. In assenza di clausola la discussione finisce quasi sempre in contenzioso, quindi conviene prevedere esplicitamente il riconoscimento pro rata sugli obiettivi maturati.
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