Interim management in Italia.
Come funziona il mercato italiano
In Regno Unito e Paesi Bassi l'interim management è una categoria di acquisto codificata, con provider strutturati e day rate standard. In Italia il canale dominante resta la fiducia personale.
- Provider specializzati: coprono una quota del mercato, soprattutto nei gruppi.
- Fondi di private equity: chiamano manager già conosciuti per le partecipate.
- Banche e advisor della crisi: segnalano CRO e turnaround manager.
- Commercialisti e studi legali: primo interlocutore delle PMI familiari.
- Rete diretta: la quota più alta dei mandati nelle aziende sotto i 50 milioni.
Chi usa l'interim management
La domanda italiana si concentra in situazioni precise, quasi tutte legate a discontinuità.
- PMI familiari in passaggio generazionale.
- Aziende in crisi che devono presentare un piano alle banche.
- Portfolio company appena acquisite da un fondo.
- Scale-up che hanno superato la struttura del fondatore.
- Filiali italiane di gruppi esteri fra un country manager e il successivo.
Tariffe e forme contrattuali
Il mercato italiano lavora sia a giornata sia a retainer mensile. La forma contrattuale prevalente è la prestazione professionale, con nomina formale quando il ruolo richiede rappresentanza.
- Direzione funzionale: tipicamente 600-1.200 euro al giorno.
- Direzione generale o AD: tipicamente 1.000-2.000 euro al giorno.
- Retainer mensile su giornate concordate, più comune nei mandati lunghi.
- Componente variabile legata a obiettivi, frequente nei turnaround.
- Contratto di prestazione professionale, più delibera di nomina se serve delega.
Cosa distingue un buon mandato
Dopo molti incarichi ho smesso di valutare le proposte in base al settore o al compenso. Guardo tre cose, e sono sempre le stesse.
- Un committente chiaro: si sa chi decide e chi valuta il lavoro.
- Un perimetro scritto: cosa posso decidere senza chiedere.
- Un accesso reale ai numeri fin dal primo giorno.
Interim, temporary, fractional
In Italia le tre parole si usano quasi come sinonimi, ma nella pratica indicano intensità diverse dello stesso rapporto.
- Interim: ruolo pieno, presenza quasi quotidiana, sostituzione di una figura.
- Temporary: mandato a progetto, con perimetro e scadenza definiti.
- Fractional: poche giornate al mese, in modo continuativo nel tempo.
Dalla mia esperienzaLa differenza più concreta fra il mercato italiano e quello nordeuropeo non è il compenso: è il tempo che l'azienda impiega a dare accesso ai dati veri. In Svezia i numeri arrivano prima della firma. In Italia arrivano dopo, e spesso dopo la terza richiesta. Metterlo nel contratto risolve metà dei problemi del primo mese.
“Ci aveva colpito la velocità con cui era entrato nei numeri. Quello che non ci aspettavamo era la velocità con cui aveva iniziato a dire di no alle cose sbagliate.”
Domande ricorrenti
- Quanto è grande il mercato dell'interim management in Italia?
- È un mercato in crescita ma ancora piccolo rispetto a Regno Unito, Germania e Paesi Bassi, e in buona parte non tracciato perché passa per rapporti diretti fra azienda e manager.
- Quanto dura un mandato interim in Italia?
- In media fra nove e diciotto mesi, più a lungo che nei mercati anglosassoni, dove i mandati brevi da tre a sei mesi sono più frequenti.
- Serve una società di interim management per essere ingaggiati?
- No. In Italia una quota rilevante dei mandati nasce da segnalazioni dirette di fondi, banche, commercialisti e imprenditori.
- L'interim manager è coperto da assicurazione?
- I profili seri lavorano con una polizza di responsabilità civile professionale, e nei ruoli di amministrazione l'azienda estende in genere la copertura D&O.
- Che differenza c'è con la consulenza direzionale?
- La consulenza produce analisi e raccomandazioni. L'interim management prende decisioni e ne risponde.
- Come si valuta un interim manager prima di ingaggiarlo?
- Con referenze dirette su mandati chiusi, non con il curriculum. La domanda utile è cosa ha lasciato all'azienda dopo l'uscita.
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